LA FORMA DEL PATTO DEGLI INTERESSI ULTRALEGALI – Lc Consulting

LA FORMA DEL PATTO DEGLI INTERESSI ULTRALEGALI

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LA FORMA DEL PATTO DEGLI INTERESSI ULTRALEGALI

Traendo spunto da un quesito conferito ad un CTU nell’ambito di un contenzioso avviato da un cliente dello Studio, è opportuno trattare il tema della determinazione del tasso di interesse convenzionale nei contratti bancari.

Preliminarmente va detto che gli interessi possono essere classificati, a seconda della loro fonte, in legali, negoziali o convenzionali e usuali. L’art. 1284, 1°comma, c.c. prevede che la determinazione del tasso legale degli interessi, avviene con decreto del Ministero del Tesoro, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Ai sensi del 3° comma del richiamato articolo, si legge inoltre che il negozio relativo agli interessi in misura superiore al tasso legale deve essere stipulato per iscritto e, in mancanza, gli interessi sono dovuti nella misura legale.

Il nostro ordinamento, dunque, in materia di determinazione del tasso di interesse convenzionale oltre ad un limite di tipo sostanziale di cui all’art. 1815 c.c. che sancisce la nullità della convenzione di interessi avente carattere usurario, pone anche un limite di ordine formale. Entrambi i limiti sono fissati nell’interesse del debitore, considerato parte debole del rapporto di credito.

Ebbene, proprio in tale ottica, dottrina e giurisprudenza prevalenti sono orientati a ritenere che solo una convenzione scritta, specificamente riguardante la misura degli interessi e sottoscritta espressamente da entrambe le parti, costituisca un titolo per chiedere ed ottenere il pagamento di interessi superiori alla misura legale.

Nell’ambito di un rapporto di mutuo, come nel caso di specie, ai fini della determinabilità degli interessi dovuti dal mutuatario, il tasso applicabile deve essere individuato con riferimento ad elementi prestabiliti dalle parti che possono consistere anche nel riferimento a dati di fatto esistenti o sicuramente accertabili, tali da richiedere per la loro applicazione una mera operazione aritmetica. Quel che rileva è che il richiamo, fatto per iscritto dalle parti, abbia quale suo termine di riferimento criteri od elementi che, ancorché estrinseci rispetto alla scrittura, siano obiettivamente e sicuramente individuabili e tali da consentire la concreta, univoca individuazione del tasso pattuito. È dunque possibile determinare il saggio degli interessi ultralegali per relationem, ma entro precisi limiti come innanzi esposto. Con riguardo al contratto di mutuo, inoltre, siffatta determinazione va documentata attraverso l’indicazione numerico/percentuale del tasso pattuito o quanto meno attraverso la l’indicazione chiara dei criteri in base ai quali la determinazione debba, al presente o nel futuro, essere operata.

Nei casi in cui la determinazione dei tassi ultralegali non è in conformità con i criteri innanzi indicati, il rapporto deve essere ricostruito applicando i tassi di interesse legali per l’intera sua durata in luogo di quelli pattuiti n modo illegittimo.

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